Il Convento di Sant’Antonio a Polla

Risalente al XVI secolo, il Convento di Sant’Antonio di Polla sorge in posizione rialzata rispetto al Vallo di Diano, ed affaccia verso Sud a guardare il Vallo nella sua estensione.

Esso rappresenta uno dei Monumenti più rappresentativi del Comune di Polla, all’arrivo al Convento attraverso il Viale (via Anselmo Palmieri) ci si trova davanti una scalinata che porta al Portico rinascimentale a 3 archi a tutto sesto e all’accesso della Chiesa del Convento.

La Chiesa del Convento di Sant’Antonio

Contrariamente all’esterno, la Chiesa del Convento di Sant’Antonio, presenta uno stile Barocco, lo stile del Rinascimento, austero e profondo, di natura Francescana, si fonde perfettamente con gli abbellimenti e lo stile più ricco di stucchi ed opere del periodo Barocco.

Perfettamente integrato è infatti nella Chiesa il Crocifisso ligneo opera di Fra Umile da Petralia, risalente al 1636 con i 40 affreschi per il soffitto, disposti in tre file parallele con, sull’asse maggiore della navata, la tela dalla cornice più ricca.

Convento Sant'Antonio Polla
Chiesa del Convento di Sant’Antonio di Polla
(immagine di proprietà di Giuseppe Natalino, nessun uso consentito)

La Cripta degli Angeli Custodi

Al centro della Chiesa del Convento di Sant’Antonio attraverso una botola si accede alla Cripta degli Angeli Custodi «distans ab oppido Pollae per duo miliaria circiter» (cfr. Chiesa, baroni e popolo nel Cilento, 2 vol., Pietro Ebner, Edizioni di Storia e Letteratura)

Il Coro della Chiesa del Convento di Sant’Antonio

Dietro l’Altare, c’è il Coro Ligneo composto da 21 stalli e 29 busti frontali a bassorilievo, tutti di Santi dell’Ordine Francescano, con al centro il leggìo, sulla cui base (esagonale) ogni faccia è ornata da riquadro scolpito coi simboli delle virtù cristiane. Alzando lo sguardo si viene rapiti dalla cupola con affreschi dal pittore Sorrentino tra il 1681 e il 1683 raffigurante la Gloria del Paradiso.

Convento Sant'Antonio Polla
Cupola di Sant’Antonio di Polla
(immagine di proprietà di Giuseppe Natalino, nessun uso consentito)